Istruzione

Un servizio strutturato di doposcuola migliora comportamento e rendimento degli studenti?

Dynarski M. et al. (2005), When Schools Stay Open Late: The National Evaluation of the Community Learning Centers Program: Final Report, U.S. Department of Education, Institute of Education Sciences, National Center for Education Evaluation and Regional Assistance

Il doposcuola serve a gestire i figli nel pomeriggio, finita la scuola. Ma può anche essere, se strutturato, un momento di crescita e di supporto allo sviluppo scolastico. In questa scheda i risultati di una valutazione negli USA.

Giocare a scacchi facilita l’apprendimento della matematica?

Argentin G., Martini A., Romano B. (2012), Giocare a scacchi aiuta a imparare la matematica? Evidenze da una sperimentazione controllata, in Trincher, R. T. (ed.), Gli scacchi: un gioco per crescere: sei anni di sperimentazione nella scuola primaria, Franco Angeli, Milano

Il tipo di impegno richiesto dagli scacchi lascia presumere che giocarvi stimoli e faciliti il pensiero analitico. Può servire a capire meglio la matematica a scuola?

Classi meno numerose nelle scuole primarie migliorano il rendimento scolastico?

Boyd-Zaharias J. (1999), Project STAR – The story of the Tennessee class-size study, American Federation of Teachers, American Educator

Le politiche per favorire il successo scolastico si concentrano su una moltitudine di aspetti differenti, uno dei quali è il fattore ambientale. Un progetto realizzato nelle scuole primarie degli Stati Uniti tra il 1985 e il 1989, che consiste nell’adozione di classi con non più di 17 alunni, ha mostrato risultati positivi sui livelli di apprendimento negli anni successivi, e un parziale effetto positivo anche negli esiti scolastici di lungo periodo.

Si può ridurre il bullismo a scuola stimolando una reazione nei pari?

Salmivalli C. et al. (2012), KiVa Antibullying Program: Overview of Evaluation Studies Based on a Randomized Controlled Trial and National Rollout in Finland, International Journal of Conflict an Violence, vol.6, n.2

Il bullismo è un fenomeno diffuso tra i giovani che consiste nell’esercizio reiterato di violenza fisica o psicologica da parte di alcuni soggetti “forti” su altri soggetti “deboli”. Il programma KiVa, testato nelle scuole finlandesi, mira a contenere gli episodi di bullismo stimolando nei pari un maggiore sostegno alle vittime e un maggiore contrasto ai bulli. I risultati della sperimentazione sono molto positivi, in particolare nelle scuole elementari.

Insegnare l’imprenditorialità: funziona con i bambini?

Huber L.R., Sloof R., van Praag M. (2014), The effect of early entrepreneurship education: evidence from a field experiment, European Economic Review, vol. 72

Per migliorare l’attitudine imprenditoriale delle persone si può cominciare a intervenire in giovane età. Un programma con tale scopo prevede la realizzazione brevi percorsi nelle scuole durante i quali gruppi di studenti simulano la realizzazione di un’attività imprenditoriale. Un’analisi realizzata in Olanda mostra che questo tipo di intervento aumenta le capacità e le conoscenze dei bambini coinvolti, anche se tende a ridurne il desiderio di essere un giorno imprenditori.

Può un servizio di tutoraggio aiutare gli studenti a completare l’iscrizione all’università?

Castleman, B.I., Page, L.C., & Schooley, K. (2014), The forgotten summer: does the offer of college counseling after high school mitigate summer melt among college-intending, low-income high school graduates?, Journal of Policy Analysis and Management, 33(2), 320–344.

Tra i motivi che possono portare uno studente (in particolare se a basso reddito) a non iscriversi all’università, vi è l’assenza di una capacità di gestire con i mezzi a disposizione le questioni pratiche connesse all’iscrizione. Un esperimento mostra che un servizio di tutoraggio estivo individuale può aumentare la propensione a completare l’immatricolazione, con un effetto che cresce al crescere della condizione di bisogno.

Il gioco collaborativo assistito dal computer facilita l’apprendimento nelle scuole elementari?

Han-Yu Sung, Gwo-Jen Hwang (2013), A collaborative game-based learning approach to improving students’ learning performance in science courses, Computers & Education, n.63

Per migliorare e supportare la motivazione e l’apprendimento degli studenti, può essere sfruttata anche la familiarità all’utilizzo del computer dei bambini in età scolare. Un esperimento condotto a Taiwan ha evidenziato come l’utilizzo di determinate tipologie di giochi informatici faciliti l’apprendimento nelle scuole elementari.