Ambito di Policy: Giustizia, Lavoro, Welfare \ Strumento di Policy: Finanziamenti

Favorire il trasloco in aree urbane non degradate può ridurre la criminalità tra i giovani adolescenti?

All’interno degli spazi urbani e metropolitani si innestano spesso meccanismi di segregazione, con la creazione di aree in cui vi è una maggiore concentrazione di soggetti in condizioni di disagio. Il maggiore livello di povertà e una struttura sociale carente si accompagnano inoltre a un innalzamento del livello di criminalità. L’influenza ambientale sui comportamenti è particolarmente rilevante per i giovani, esposti a minori esempi positivi, scarse strutture di supporto fin dalla scuola e il rischio di trasmissione intergenerazionale del disagio. Un progetto statunitense cerca di combattere questi condizionamenti favorendo, attraverso sostegni alla locazione, il trasloco di alcune famiglie in aree urbane meno degradate. Tra i giovani delle famiglie partecipanti cala significativamente il rischio di arresto, ma limitatamente ai crimini violenti. Scarsa è l’evidenza sul contrasto ad altre tipologie di crimine, in particolare i furti.

Ludwig J., Duncan G.J. e Hirschfield P. (2001), Urban poverty and juvenile crime: evidence from a randomized housing-mobility experiment, Quarterly Journal of Economics. Autore della scheda: Luca Scolfaro (ASVAPP).

ObiettivoAspetti principaliRisultati
- Ridurre gli atti criminali tra gli adolescenti di famiglie povere residenti in quartieri urbani degradati- Sostegno economico alle famiglie per l’affitto (o l’acquisto) di abitazioni in zone meno degradate
- Offerta di servizi di accompagnamento nella ricerca di una nuova sistemazione
- Riduzione dei crimini violenti
- Scarso impatto su altri comportamenti criminali
Parole chiave: politiche sociali, politiche abitative, giovani, esclusione sociale, povertà, criminalità, incentivi, valutazione sperimentale, gruppo di controllo.