Ambito di Policy: Lavoro, Sanità \ Strumento di Policy: Assistenza, Attivazione

Gli inserimenti lavorativi di persone affette da disturbi psichici gravi: quale approccio massimizza l’efficacia?

I disturbi psichiatrici sono, soprattutto nei casi più gravi, causa di isolamento e di esclusione sociale. Uno degli aspetti più problematici per queste persone è la mancanza di lavoro, leva fondamentale per l’acquisizione di autonomia. Le politiche di assistenza per la ricollocazione lavorativa dei disabili con gravi disturbi psichiatrici sono mosse proprio dall’obiettivo di aumentare l’autonomia negli ambienti lavorativi standard. Gli interventi di questo tipo hanno varie filosofie, e una delle maggiori differenze riguarda la scelta di portare avanti un percorso di preparazione a cui segue un inserimento lavorativo in ambiente protetto o, in alternativa, un immediato inserimento nel lavoro standard con l’accompagnamento di uno specialista. I migliori risultati del secondo approccio, di cui si ha diffusa evidenza nell’ambito americano, sembrano confermati anche in Europa.

Hoffmann H. et al. (2011), A randomised controlled trial of the efficacy of supported employment, Acta Psychiatrica Scandinavica, 125(2).

ObiettivoAspetti principaliRisultati
- Favorire l’inserimento lavorativo dei disabili con gravi patologie psichiche- Inserimento lavorativo, senza preparazione, in ambienti di lavoro non protetto
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Accompagnamento di un coach
- Esclusione a priori di soggetti con patologie da abuso di sostanze e soggetti con evidente impossibilità di lavorare
- Effetti sulla probabilità di occupazione maggiori rispetto agli interventi di preparazione e inserimento nel lavoro protetto
Parole chiave: lavoro, politiche attive, disabili, disabilità psichica, attivazione, coach, malattie mentali, inserimento protetto, autonomia, valutazione sperimentale, regressione