Ambito di Policy: Imprese, Lavoro, Welfare \ Strumento di Policy: Finanziamenti

Il microcredito può migliorare le condizioni economiche delle persone in maggiore difficoltà?

Condizioni di disagio e povertà implicano l’impossibilità (o la difficoltà) di fare fronte a spese necessarie. Inoltre la mancanza di risorse, anche limitate, è per molti un serio ostacolo alla realizzazione di piccole iniziative imprenditoriali che potrebbero contribuire in modo incisivo a un miglioramento delle condizioni economiche. E chi versa in condizioni di povertà difficilmente ha accesso al mercato del credito. Il microcredito affronta il problema rivolgendosi proprio a quel target che non ha i requisiti per ottenere un prestito con i canali convenzionali. In verità anche il microcredito può prevedere dei vincoli di accesso, legati a valutazioni individuali del rischio di insolvenza. Cosa succede se si rivolge lo strumento agli individui più deboli, in grado di dare garanzie solo parziali? Una sperimentazione in Bosnia Erzegovina evidenzia effettivamente un maggiore rischio di insolvenza dei prestiti, ma mostra che essi sono in grado di produrre un visibile effetto positivo sul lavoro autonomo e sulle condizioni economiche delle famiglie.

Augsburg B., De Haas R., Harmgart H., Meghir C. (2015), The impacts of microcredit: evidence from Bosnia and Herzegovina, American Economic Journal: Applied Economics 2015, vol. 7, n. 1.

ObiettivoAspetti principaliRisultati
- Favorire l’imprenditorialità e migliorare la condizione economica dei più deboli- Azioni di microcredito, con piccoli prestiti a breve termine
- Riduzione sostanziale dei requisiti di accesso al credito
- Aumento della probabilità di autoimpiego, della probabilità di possedere un’attività propria, dei redditi
- Parziale aumento del rischio di insolvenza rispetto ai beneficiari ordinari (più affidabili)
Parole chiave: povertà, lavoro autonomo, microcredito, prestiti, autoimprenditoria, gruppo di controllo, valutazione sperimentale