Ambito di Policy: Istruzione, Welfare \ Strumento di Policy: Assistenza, Consulenza

Un mentore esterno alla famiglia può migliorare comportamento e prospettive dei ragazzi a rischio?

Come compensare alla sfortuna di quei bambini che non hanno punti di riferimento positivi all’interno della famiglia? Per esempio con un mentore: una figura di volontario, del tutto estraneo alla famiglia ma disponibile a seguire il singolo ragazzo, dalle scelte più importanti a quelle quotidiane. Un’esperienza di utilizzo del mentore viene dagli Stati Uniti dove, già diffuso nelle zone più disagiate, ha ricevuto da due decenni un notevole impulso grazie all’intervento federale. I risultati della valutazione sono in parte deludenti, in quanto mostrano un effetto significativo e diffuso solo sulle assenze.

Bernstein L., Dun Rappaport C., Olsho L., Hunt D., Levin, M. (2009), Impact Evaluation of the U.S. Department of Education’s Student Mentoring Program (NCEE 2009-4047), Washington, DC: National Center for Education Evaluation and Regional Assistance, Institute of Education Sciences, U.S. Department of Education.

ObiettivoAspetti principaliRisultati
- Migliorare rendimento scolastico, rapporti con gli adulti e la comunità e ridurre comportamenti illegali degli studenti di famiglie fragili- Mentor adulto che supporta lo studente fornendogli aiuto in tutti gli ambiti della vita, non solo quelli scolastici- Effetti positivi sulla riduzione delle assenze
- Effetti positivi su rendimento scolastico e relazioni con gli adulti per il solo gruppo delle femmine
Parole chiave: struzione, disagio giovanile, adolescenti a rischio, famiglie, mentoring, relazioni con gli adulti, assenze, rendimento scolastico, gruppo di controllo, valutazione sperimentale