Misure più intensive migliorano la stabilità del reimpiego dopo un periodo di disoccupazione?

Blasco S., Rosholm M. (2011),The impact of active labour market policy on post-unemployment outcomes: evidence from a social experiment in Denmark, IZA Discussion Paper n. 5631

Le politiche attive per il lavoro comprendono una serie di strumenti volti a favorire il ritorno al lavoro dei disoccupati. Un esperimento danese svolto nel 2005 mostra come l’intensificazione dei servizi al lavoro ordinari abbia migliorato non solo le chance di trovare un lavoro, ma anche ridotto il rischio di ripiombare nello stato di disoccupazione

Sussidiare il ricambio tecnologico consente di risparmiare energia?

Davis L.W., Fuchs A., Gertler P. (2014), Cash for Coolers: evaluating a large-scale appliance replacement program in Mexico, American Economic Journal: Economic Policy, 6(4)

L’intervento Cash for Coolers, adottato in Messico nel 2009, promuove la sostituzione di frigoriferi e condizionatori obsoleti con modelli ad alta efficienza energetica attraverso un meccanismo di sussidi. Una valutazione degli effetti mostra un buon funzionamento del meccanismo incentivante, ma i risultati delle sostituzioni sono meno soddisfacenti: i consumi energetici si riducono sensibilmente, ma meno delle aspettative.

I contributi pubblici a fondo perduto migliorano la performance delle imprese private?

Bondonio D., Martini A. (2012), Counterfactual impact evaluation of cohesion policy: impact and cost-effectiveness of investment subsidies In Italy, Rapporto di ricerca ASVAPP.

Una ricerca stima che ricevere il contributo produce effetti positivi su occupazione, fatturati e investimenti. Su ogni fronte, il costo medio del cambiamento è però elevato. I risultati sono decisamente migliori per i contributi di minore entità e per le piccole e medie imprese.

I trasferimenti condizionati riducono la dispersione scolastica?

Dearden L. et al. (2011), Education subsidies and school drop-out rates, Working Paper, Institute for Fiscal Studies, W05/11.

Una prematura interruzione degli studi è la base potenziale di una serie di problematiche, che vanno dalla scarsa occupabilità alla percezione di redditi inferiori, da peggiori condizioni di salute a una maggiore dipendenza dai sistemi di welfare. La valutazione di un intervento nel Regno Unito mostra risultati positivi: il meccanismo incentivante funziona, e incide in particolare su coloro che hanno le maggiori difficoltà economiche e su coloro che erano altrimenti destinati a non studiare né lavorare.

Le candidature anonime aiutano donne e stranieri a trovare lavoro?

Aslund O., Skans O.N. (2012), Do anonymous job application procedures level the playing field?, ILRReview, 65(1).

Nonostante i divieti imposti dalle normative nazionali e internazionali, le discriminazioni legate al genere e all’origine influenzano ancora l’accesso al mercato del lavoro. In Svezia uno studio analizza gli effetti dell’utilizzo di curriculum vitae in forma anonima. I risultati mostrano che questo strumento migliora le possibilità per donne e stranieri che si candidano per posizioni lavorative aperte di accedere al colloquio conoscitivo.

Gli inserimenti lavorativi di persone affette da disturbi psichici gravi: quale approccio massimizza l’efficacia?

Hoffmann H. et al. (2011), A randomised controlled trial of the efficacy of supported employment, Acta Psychiatrica Scandinavica, 125(2).

I disturbi psichiatrici sono, soprattutto nei casi più gravi, causa di isolamento e di esclusione sociale. Uno degli aspetti più problematici per queste persone è la mancanza di lavoro, leva fondamentale per l’acquisizione di autonomia.

I Contratti di Programma favoriscono lo sviluppo locale?

Andini M., De Blasio G. (2013), Local Development That Money Can’t Buy: Italy’s Contratti Di Programma, Working Paper, Banca D’italia.

Il Contratto di Programma è uno strumento di programmazione negoziata che coinvolge soggetti pubblici e privati ideato per favorire lo sviluppo delle imprese nel sud d’Italia. Una ricerca della Banca d’Italia stima un effetto contenuto della politica, tanto sullo sviluppo degli impianti industriali quanto sul livello di occupazione.

I corsi di recupero riducono l’abbandono degli studi universitari?

De Paola M., Scoppa V. (2011),The Effectiveness Of Remedial Courses In Italy: A Fuzzy Regression Discontinuity Design, Università Della Calabria, Working Paper N. 14-2011.

Nonostante la crescita progressiva del livello di scolarizzazione, l’Italia mostra alti tassi di abbandono, con la percentuale più bassa in Europa (22,4%) di percorsi universitari completati. L’abbandono scolastico, anche universitario, desta preoccupazione perché ad esso sono correlati maggiori rischi di disoccupazione, povertà ed esclusione sociale.

Le politiche per la promozione dell’autoimpiego dei disoccupati funzionano?

Caliendo M., Kunn S. (2010), “Start-Up Subsidies For The Unemployed: Long-Term Evidence And Effect Heterogeneity”, Iza Discussion Paper No. 4790.

Tra le numerose politiche del lavoro per i disoccupati, le più tradizionali prevedono formazione e consulenza orientativa con l’obiettivo di reinserire i lavoratori nel circuito del lavoro dipendente. L’evidenza empirica a favore di tali interventi ha però mostrato risultati spesso deludenti.

Si può contrastare l’abbandono scolastico agendo sulle famiglie dei ragazzi a rischio?

Larson K.A., Rumberger R.W. (1995), ALAS: Achievement for Latinos through academic success, in Thorton H. (ed.), Staying in school: A technical report of three dropout prevention projects for middle school students with learning and emotional disabilities. Minneapolis, MN: University of Minnesota, Institute on Community Integration.

La dispersione scolastica è un fenomeno che accomuna numerosi paesi. Il problema interessa in modo particolare i cittadini di origine straniera. Un intervento sperimentato negli anni ‘90 in alcune scuole della California mira a ridurre il tasso di abbandono degli studenti latinoamericani.