Ridurre la recidiva: si può incidere con azioni strutturate sui tratti cognitivi e comportamentali dei detenuti?

AMBITO DI POLICY: Giustizia
STRUMENTO DI POLICY:
Attivazione
PAESE:
Europa
DISEGNO DI VALUTAZIONE:
Matching/regressione (gruppi non sperimentali)

Il tasso di recidiva degli ex detenuti è, anche nei paesi in migliori condizioni, non indifferente. Molto spesso esso supera il 40%. In Italia si stima poco inferiore al 70%. Alcuni programmi per la riduzione della recidiva mirano a incidere sulle skill cognitive e comportamentali dei carcerati. Ne è un esempio il programma Reasoning and Rehabilitation, sviluppato negli anni ’80 e ora utilizzato in molti paesi americani ed europei. Esso prevede un percorso di alcuni mesi focalizzato sul potenziamento delle skill, che si sviluppa in una serie di attività di formazione attiva rivolta a piccole classi di detenuti. La valutazione di un’esperienza svedese stima una sensibile riduzione della recidiva.

Berman A.H. (2004), The Reasoning and Rehabilitation program: assessing short- and long-term outcomes among male Swedish prisoners, Journal of Offender Rehabilitation, vol. 40, n.1/2

AUTORE DELLA SCHEDA: Luca Mo Costabella

ObiettivoAspetti principaliRisultati
- Ridurre la recidiva degli ex detenuti
- Target: maschi condannati per crimini violenti
- Attività d’aula focalizzate sul potenziamento di singole skill cognitive e comportamentali
- Percorso di attività mirate, con 36 incontri di 2 ore, per una durata totale di 3 mesi
- Classi di dimensione ridotta
- Sensibile riduzione del numero di condanne dopo il rilascio
Parole chiave: politiche carcerarie, carcere, recidiva, servizi, skill non cognitive