La terapia cognitivo-comportamentale è di aiuto ai disoccupati di lungo periodo?

AMBITO DI POLICY: Lavoro
STRUMENTO DI POLICY:
Attivazione, Consulenza
PAESE:
Europa
DISEGNO DI VALUTAZIONE:
Esperimenti

La disoccupazione porta spesso con sé conseguenze psicologiche che, nel lungo periodo, possono instaurare un circolo vizioso basato sulla scarsa autostima e sulla scarsa motivazione a cercare un nuovo impiego. Una possibile soluzione a questa sfaccettatura della disoccupazione può essere la terapia cognitivo-comportamentale (CBT). Usata classicamente per affrontare alcuni disturbi psichiatrici, i suoi principi possono essere adattati ad altri target per rafforzare autostima, autoefficacia, impegno e determinazione. In questa scheda se ne illustra una sperimentazione nel Regno Unito sui disoccupati di lungo periodo. La valutazione mostra un miglioramento delle condizioni lavorative e, entro un certo limite, sulle condizioni psicologiche.

Proudfoot J. et al. (1997), Effect of cognitive-behavioural training on job-finding among long-term unemployed people, The Lancet, Vol 350.

AUTORE DELLA SCHEDA: Lisa Zaquini

ObiettivoAspetti principaliRisultati
- Ridurre il disagio mentale dei disoccupati di lungo periodo
- Favorire il reinserimento lavorativo
- Ciclo di incontri basati sui principi della terapia cognitivo-comportamentale (CBT)- Riduzione del disagio mentale (nel breve periodo)
- Aumento dell’occupazione
Parole chiave: politiche attive del lavoro, salute mentale, disoccupazione, gruppo di controllo, valutazione sperimentale, terapia cognitivo-comportamentale